Boni: "Dietro Milano c'è solo Venezia. Cantù, si troverà una soluzione positiva"

14.11.2018, 20:09 - letto 277 volte Basket

A RMC Sport Live show altro grande ospite per il basket: Mario Boni. Con lui tanti gli argomenti trattati, in particolare sul momento del movimento italiano.

Sulla Reyer Venezia e le altre dietro l’Olimpia Milano
"Conta molto il budget. Che Milano possa avere un budget di 25mln di euro fa già capire che tipo di squadra è. Chi ha il secondo budget è Venezia, brava nel costruire una squadra competitiva, che potrà dare noia a Milano. Poi le altre le vedo molto lontane. Il basket si è andato impoverendo, colpa della crisi economica. Gli americani, piuttosto che venire in Italia, vanno in altri campionati. A Montecatini abbiamo organizzato lo scorso anno il campionato del mondo dei veterani. La problematica sono gli impianti, che in Europa sono molto differenti. L’Italia ha costruito male i suoi impianti negli anni 90, servirebbe un grande ammodernamento ma mancano i fondi. Se vogliamo crescere in tutti i sensi, c’è da ripensare queste infrastrutture".

Su Cantù e le crisi di varie squadre storiche
"Domani sarò lì per capire la situazione. Sono fallite grandi società e questo imprenditore che aveva comprato Cantù si trova in grande difficoltà in patria. Ho letto il comunicato della società, stiamo monitorando la situazione. Dispiacerebbe a tutto il movimento il fallimento. Offriremo il nostro supporto morale e legale. Una società così storica non può fallire, qualcuno prenderà in mano la situazione. Sono sicuro che una soluzione positiva si troverà. Il buon imprenditore deve tenere sotto controllo i conti. A volte per inseguire spese folli si sono abbandonati i settori giovanili. Bisogna fare i conti giusti, Milano è tornata grande grazie all’impero Armani. Se vuoi competere con i grandi, devi avere grandi risorse. Serve investire nei settori giovanili, mancano buoni insegnanti. Una Nazione come la nostra presenta casi di eccellenza, intendo come giocatori, ma è l’intero movimento che è in crisi. Non solo il basket, basti vedere il calcio. Non son ostati curati i settori giovanili ma anche i tecnici. Capisco il gioco, le ragioni di squadra, ma va agevolato chi ha talento. Gli allenatori per paura tendono ad isolarlo. E ne soffre la Nazionale".

Sulla Nazionale
"Qualificazione al Mondiale? E’ un punto che non vale nulla. La Slovenia potrebbe non andare per regole ridicole, quindi che Mondiale potrà essere. Sono contento che l’Italia, quasi sicuramente, andrà al Mondiale, ma viene impoverito tutto il movimento se non si possono convocare i migliori".

Su Alessandro Gentile
"Piace molto, il suo carattere l’ha messo all’indice. E’ un giocatore che ha pagato il fatto di essere forte sin da giovane e poi aspettative un po’ deluse. E’ una grande risorsa del basket italiano, Mi dispiace sia andato all’estero e spero di rivederlo presto in Italia".

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