Brivio: "MotoGP, mercato piloti da riformare. Rossi e Yamaha sapranno tornare in alto"

25.09.2018, 20:20 - letto 131 volte Motori

L'intervista esclusiva di RMC Sport a Davide Brivio, team manager della Suzuki, intervenuto nel 'Live Show':

3° Iannone, 4° Rins ad Aragon: miglior weekend eguagliato per la Suzuki, per entrambi i piloti, dal suo ritorno in MotoGP, come a Motegi. Nonostante questo permane un po’ di scetticismo...
"Come risultato di squadra abbiamo eguagliato Motegi, manca da eguagliare la vittoria di Viñales del 2016. Non so i motivi di questo scetticismo, o presunto tale, certo è che se un team vince con poca costanza viene considerata una sorpresa un risultato positivo: noi cercheremo di trovare regolarità, puntando a questo come obiettivo.

A 5 GP dal termine qual è stato aspetto che ha impedito a Iannone e Rins di trovare continuità di piazzamenti e risultati?
"La MotoGP è un contesto altamente competitivo: è la nostra quarta stagione dal rientro, l’anno scorso abbiamo avuto problemi tecnici che hanno rallentato i piloti. Rins era un debuttante, Iannone ha impiegato un po’ di tempo ad adattarsi, adesso conosce meglio la nostra moto e Rins è cresciuto, la moto è migliorata, risolvendo anche il problema al motore che ha condizionato il nostro 2017. Sarebbe bello esser più costanti, ma già aver raccolto 5 podi non è un risultato da buttare. Dall’inizio dell’anno abbiamo detto che il nostro obiettivo, ad ogni gara, era rimanere nella top6, cercando di approfittare di qualche occasione per salire sul podio: non ci siamo sempre riusciti, ma cercheremo di continuare in questo percorso di crescita e spero che questo trend possa mantenersi nelle rimanenti 5 gare, dove ci sono alcuni circuiti favorevoli per la nostra moto".

L’interruzione del rapporto tra Iannone e Suzuki ricorda un po’ quella tra Lorenzo e Ducati? Un primo anno anno non positivo, poi la ripresa, ma arrivata paradossalmente troppo tardi rispetto alla “velocità” del mercato piloti…
"Si parla molto del mercato, che è troppo anticipato, ed è vero: i team perdono l’opportunità di confermare piloti, come in questi casi, o i piloti di considerare valide alcune moto, che magari potrebbero avere inizi complicati. In tutto questo si tiene solo conto della stagione precedente, dei test e delle prime gare dell’anno: un giudizio, quindi, che può essere falsato. Per quanto ci riguarda la situazione è stata un po’ condizionata da questo, ma una volta presa una decisione è inutile rimuginarci sopra e sia noi con Iannone che Ducati con Lorenzo dovremo affrontare il finale di stagione. Sarebbe bello che, come nel calcio, esistesse anche per la MotoGP una finestra di mercato, io avevo proposto qualche idea in merito, ma non è mai stata neanche discussa. Le discussioni tra team e manager di un pilota, invece, iniziano in chiusura della stagione precedente, e si concretizzano ad aprile/maggio della stagione seguente. Noi comunque cerchiamo di goderci fino in fondo la stagione con Iannone, dando il massimo sia noi come team che lui come pilota". 

Sui progressi di Mir in Moto2, pilota Suzuki in MotoGP con Rins nel 2019:
"Credo non stia ancora esprimendo tutto il suo potenziale: è un grande talento, in Moto3 ha vinto il titolo con 10 vittorie, ma quest’anno, pur partendo benissimo, credo abbia dovuto affrontare vicissitudini gestionali, nel suo team, non semplici, sembrava addirittura che il futuro economico del suo team fosse in discussione, e questo non aiuta il lavoro di tutti, pilota compreso. Ha passato un momento complicato, ma si vede costantemente la sua velocità e il suo talento: noi ci siamo già passati con Viñales e Rins, ovvero due debuttanti, sappiamo che dovremo fare anche un lavoro di ‘educazione’ nello spiegare la MotoGP, il metodo di lavoro, che è molto diverso e complicato rispetto alle altre categorie. Mir ha buone basi, grande voglia di lavorare, ottima preparazione fisica e questi sono tutti elementi positivi, pur sapendo che ci attende un lungo e paziente lavoro. L’auspicio è che possa esser ricalcato quanto fatto con Viñales e Rins". 

Hai vinto con Valentino Rossi e con Yamaha: che idea ti sei fatto del momento di grande crisi di risultati che coinvolge non solo il Dottore ma anche Viñales?
"Io nel 2004 c’ero, quando facemmo quella rivoluzione con Furusawa. La Yahama arrivava da 12 anni senza un titolo mondiale, al netto di qualche vittoria sporadica. Nel 2003 la squadra ufficiale non conquistò neanche un podio. Lì avvenne una rivoluzione tecnica, con un nuovo metodo di lavoro nel reparto corse e novità continue per risolvere il problema. I piloti Yamaha, nel 2003, per esempio, cadevano molto sull’anteriore, e Furusawa ne parlò continuamente, per capire l’origine di tutto questo. Adesso diventa difficile, dal di fuori, dare pareri su questo, anche se noi, con Suzuki, nel 2017 abbiamo peggiorato i risultati del 2016, quando con Viñales vincemmo una gara. Ci siamo accorti di aver sbagliato le specifiche del motore, e, grazie a test importanti, abbiamo cominciato a preparare le contromisure a questo problema tecnico, e nel 2018 questa carenza è stata risolta con un netto cambio di tendenza e di risultati. La situazione Yamaha chiaramente non la conosco nel dettaglio, ma sicuramente in Giappone ci sono ottimi ingegneri, capaci di fare moto vincenti, dovranno passare dalla comprensione del problema e poi dalla risoluzione degli stessi. Immagino che, comunque, già nella moto del prossimo anno vedremo delle novità proprio per risolvere quanto non è andato bene quest’anno". 

E’ fantascienza immaginare Valentino ‘costretto’ a salutare anzitempo la Yamaha?
"Valentino ha sempre una grande passione: è vero che l’impossibilità di raggiungere risultati potrebbe portare ad un calo di motivazioni, ma spero tutto questo non porti Rossi a una decisione di questo tipo, perché la MotoGP ha bisogno di Valentino e del suo talento. Spero e credo già dal prossimo anno vedremo Rossi e la Yamaha ai livelli di sempre

Alle porte il GP di Thailandia, una prima volta per la MotoGP, al netto dei test pre stagionali...
"Quest’inverno, soprattutto con Rins, facemmo proprio in Thailandia un ottimo test, Iannone invece doveva ancora adattarsi alla nuova moto. Speriamo di poter confermare quei risultati, con la nostra moto che ben si adattava al tracciato. Arriviamo al Chang International Circuit con il morale alto, con la volontà di proseguire questo trend positivo e continuare col duro lavoro". 

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