ESCLUSIVA - Zenga: "Meret il mio preferito. Dirigente all'Inter?Mi sento allenatore"

10.08.2018, 15:30 - letto 342 volte Calcio

Ai microfoni di RMC Sport, durante la trasmissione Maracanà, è intervenuto l'ex  portiere dell'Inter Walter Zenga. Queste le sue parole:

In questo mercato si è registrata una rivalutazione del ruolo del portiere. Finalmente il calcio si è accorto dell'importanza dell'estremo difensore?

"Gli acquisti di Kepa e Alisson non sono economicamente ipotizzabili per il calcio italiano, chiaro è però che se si parla di calcio ad altissimi livelli il ruolo del portiere è fondamentale, titolare o riserva che sia".

Tra Sczeszny e Perin chi avrà più spazio nella Juventus?

"Ho sempre reputato il ruolo del secondo portiere come quello più importante dell'intera squadra: rappresenta colui che deve sempre farsi trovare pronto, anche in un momento molto delicato della stagione. Tra i due bianconeri non saprei dire chi avrà più spazio, saranno entrambi importanti".

Il Napoli fa bene ad affidarsi a un portiere giovane come Meret o serviva un nome di maggiore esperienza?

"Se un giocatore ha qualità, l'età non conta: se uno è bravo, va fatto giocare. Sono d'accordo con la scelta fatta dal Napoli. In tutte le big europee si tende ad avere due portieri di grande livello, Meret e Karnezis sono due profili di assoluto rispetto: il giovane italiano è tra i miei preferiti".

Ti vedi solo come futuro allenatore all'Inter o ti piacerebbe anche una esperienza dirigenziale?

"Ognuno sceglie la propria strada, io ho scelto quella del tecnico. Sono tante le bandiere che sono rimaste nei ranghi societari delle loro storiche squadre, ma al momento sono interessato solo ad allenare. E' vero che più passano gli anni più hai voglia di tornare a casa: spero sempre che la chiamata arrivi. Ad oggi, sto aspettando un nuovo progetto e credo di meritare una nuova opportunità dopo il bellissimo percorso della scorsa stagione a Crotone".

Quale è stato il presidente che ti ha dato di più?

"Io ho appreso da tutti qualcosa, non bisogna mai lasciarsi abbattere dalle situazioni negative: con lo stesso presidente Ferrero mi sento spessissimo e lui stesso ha dichiarato che fu un errore mandarmi via. Non sempre le circostanze sono favorevoli, un allenatore ha bisogno di tempo per costruire il proprio progetto".

Avresti fatto la stessa scelta di Gianluigi Buffon?

"Ogni decisione è strettamente personale: Gigi aveva ancora voglia di esprimersi ad alti livelli, ha fatto bene a seguire ciò che gli diceva la testa. Io a 36 anni andai a giocare in MLS, finendo lì il mio percorso. Buffon è una persona che apprezzo, mi lascia sempre belle sensazioni incontrarlo".

Pensi che l'effetto Ronaldo possa innescare un effetto che porterà il calcio italiano a tornare tra i campionati top a livello internazionale?

"Credo di sì e ci sono già diverse squadre che si sono mosse benissimo sul mercato: mi riferisco in particolare al Milan, che sta costruendo un progetto molto importante. L'Italia è tornata ad essere una piazza ambita. Se l'Inter dovesse prendere Modric, deve puntare allo Scudetto senza se e senza ma".

Calciatore, giocatore, commentatore: hai impersonato tutti e 3 i ruoli. Credi che Pirlo abbia fatto bene a rinunciare alla proposta di Mancini?

"Pirlo può fare praticamente quello che vuole, grazie alla sua personalità unica. Fa parte di coloro che possono rivestire qualunque ruolo nel calcio, il suo mancato arrivo nello staff di Roberto Mancini è derivato da un semplice cavillo burocratico. Se approfitterei del posto vacante? Perchè no!"

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