Milan-Lazio, le 5 mosse di Piccari

14.04.2019, 09:10 - letto 38 volte Calcio

...di Marco Piccari


Milan-Lazio: partita equilibrata e intensa passa il Milan che prende 3 punti pesanti per la corsa alla Champions. La partita in 5 mosse. 

1) Attenti a quei due. La Lazio parte forte e lo fa con la coppia terribile: Correa – Immobile.  Dopo 3’ il primo con una accelerazione strappa la difesa del Milan e il secondo prova a colpire, ma Reina si oppone in bello stile. Il ritmo è sempre vibrante e quei due avanti si cercano sempre anche invertendo i ruoli come al 20 esimo quando Immobile si inventa un assist, quasi impossibile, per servire Correa e spedisce alto di poco. Velocità, tecnica e imprevedibilità: una coppia affiatata. Nel primo tempo costruiscono 5 occasioni. L’infortunio di Correa nel secondo tempo li divide. Peccato!!

2) La Furia del diavolo. La Lazio, soprattutto nella prima parte del match, crea più occasioni, ma il Milan non sta a guardare. In mezzo al campo Bakayoko è tentacolare. L’ex Chelsea guadagna 10 possessi e poi spesso protegge le spalle a Calhanoglu lasciando libero di inventare. La squadra di Gattuso pressa e mette tanta intensità, due prerogative che gli consentono di rispondere alla pericolosità della Lazio. Partita sempre viva.

3) Le menti. Tra le due squadre c’è molto equilibrio e in mezzo al campo si distinguono due giocatori, Luis Alberto e Calhanoglu: i fari. Lo spagnolo della Lazio fa l’interno del centrocampo a cinque, ma con la sua tecnica guida il gioco della squadra. Effettua 34 passaggi nella metà campo offensiva, il migliore dei suoi, e gioca 85 palloni. Tutto ruota intorno ai suoi piedi, un giocatore che oltre ad andare vicino al gol, come al 19esimo del primo tempo, realizza 4 cross per mettere i compagni nella condizione di fare male. 
Dalla parte opposto il gioco lo conduce Calhanoglu. E’ lui che fa girare il centrocampo del Milan ed lui che ispira la manovra. Nella metà campo avversaria realizza 42 passaggi. Gioca 79 palloni e guadagni 7 possessi, il turco si fa sentire anche in fase di interdizione. 

4) Episodi. Una partita molto equilibrata e alla fine gli episodi hanno fatto la differenza. L’infortunio di Correa all’inizio del secondo tempo è una tegola per la Lazio. L’uscita dell’argentino cambia i piani di Inzaghi e infatti la Lazio si abbassa molto e non riesce più a partire. L’effetto è un Immobile più isolato e un Milan più coraggioso. La squadra di Gattuso prende più campo e sale. Ma l’episodio decisivo è l’errore di Durmisi che provoca il calcio di rigore, un’ingenuità che un giocatore di Serie A non dovrebbe commettere. Superficiale. Sull’ultimo episodio, quello dove la Lazio reclama un calcio da rigore per fallo di Milinkovic, dalle immagini il giocatore del Milan tocca prima il pallone. Una situazione che ha creato tanta polemica, magari un intervento della VAR poteva allontanare qualsiasi sospetto. 

5) Mancanza di classe. Al termine della partita si accendono gli animi e diventa un tutti contro tutti. Alla fine grazie all’intervento di Gattuso, Inzaghi e altri giocatori torna l’ordine e Acerbi per stemperare scambia la maglia con gli avversari. Un bel gesto, ma dopo Kessie e Bakayoko rovinano tutto esibendo la maglia alla curva come uno scalpo. Non certo un bel gesto, una totale mancanza di stile: un'indecenza mai vista.

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